Novità quota 100 e pensioni

di | 20 Gennaio 2019

Quota 100 e pensioni, cosa cambia

La Quota 100 è una specie di esperimento per il 2019, 2020 e 2021 in cui verranno date delle pensioni a chi sommando gli anni dei contributi e l’età raggiunge 100. Essendo un esperimento mancano molte possibilità, come ad esempio la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi. In questi 3 anni dovrebbero poter richiedere la pensione a quota 100 circa un milione persone, il calcolo preciso non si può fare perché alcuni di questi possono comunque andare in pensione con la legge precedente. Se vuoi sapere se puoi andare in pensione nei prossimi 3 anni non ci sono operazioni e controlli particolari da fare, difatti il calcolo per la pensione quota 100 è molto semplice. La somma tra gli anni di età e i contributi INPS deve fare 100, quindi se hai 63 anni + almeno 37 di contributi INPS rientri nella categoria, anche se hai 60 anni + 40 anni di contributi INPS puoi richiedere la pensione con quota 100. Ovviamente anche se la somma fa più di 100, come ad esempio 65 anni + 38 anni di contributi INPS, puoi richiedere la pensione, senza aspettare i 67 anni richiesti. Se hai 67 anni la quota 100 non è più valida e rimane la vecchia legge Fornero, quindi 67 anni + 20 anni di contributi.

Quota 100 per dipendenti pubblici e privati

Con la quota 100 per le pensioni sta accadendo che centinaia di migliaia di persone possono richiedere la pensione già da oggi. Per evitare il boom di richieste e obbligare a scalare le richieste il governo ha posto dei limiti, impostando i tempi di ricezione dell’assegno di pensione, oramai del pagamento del bonifico della pensione, in tempi molto lunghi e differenti tra chi lavora in imprese private e chi invece nelle pubbliche. Per i privati i tempi sono almeno di 4 mesi di attesa, quindi chi può andare in pensione dal 1° Gennaio riceverà la prima pensione il 1° di Aprile. Per i dipendenti pubblici i tempi si allungano, chi può andare in pensione il 1° Gennaio dovrà aspettare (forse) il 1° Agosto per incassare la prima mensilità della pensione con quota 100, questo ritardo diminuirà a 6 mesi nel corso del 2019. Una eccezione è per i dipendenti scolastici, che potranno andare in pensione prima dell’inizio dell’anno scolastico successivo, quindi nel mese settembre, anche se rientreranno nei requisiti a fine anno scolastico corrente.

Disincentivi Quota 100

Importantissimo sapere che si potrà andare in pensione a patto di non avere altri redditi, tranne lavori occasionali di massimo 5’000€ lordi. Se si arriva alla pensione con Quota 100 con un numero di anni di contributi INPS più bassi di quelli della legge Fornero sono previste delle riduzioni pesanti rispetto all’assegno che si prenderebbe con la legge Fornero. Si parla ti tagli del 25%, ossia se con la legge Fornero si andrebbe a prendere 1000€, con la Quota 100 si andrebbe a prendere 800€.

Quota 100 per andare in pensione a 59 anni

In tutto questo non abbiamo parlato di chi vuole andare in pensione a 59 anni ed ha almeno 35 anni di contributi. Ci sono quelli che vengono chiamati “fondi bilaterali di solidarietà delle aziende” che consistono in un accordo sindacale con l’azienda, se l’accordo va a buon fine allora il lavoratore potrà andare in pensione. Questo affinché i “giovani lavoratori” non possano sfruttare le regole di Quota 100 anche se di fatto raggiungono la quota. La possibilità di andare in pensione a 59 anni sarà quindi decisa da chi gestisce i fondi (il Ministero del Lavoro) e quale sarà la contribuzione relativa, a patto che il lavoratore abbia i requisiti per la Quota 100 nei tre anni successivi alla richiesta. Saranno perciò le aziende a pagare parte dell’uscita di questi lavoratori aiutate dai fondi bilaterali di solidarietà garantendo però il numero di lavoratori, i famosi livelli occupazionali, assumendo nuovi lavoratori mano a mano che i 59enni vanno in pensione. I soldi che l’azienda anticiperà saranno poi recuperati nella dichiarazione delle tasse dell’azienda, a patto che abbia rispettato i livelli occupazionali.